Confcommercio Siena
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“Ampugnano: l’ennesima sfida persa”

Data: 05/11/2012
| Siena
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“Con l’uscita di scena di Galaxi e con l’impossibilità di dar vita ad una nuova gara per individuare un altro partner tecnico, come poteva qualcuno pensare che la società potesse continuare a vivere? Sorprendono pertanto certe prese di posizione che esprimono sconcerto per la messa in liquidazione. Dobbiamo ricominciare a discutere seriamente dei problemi di questo territorio, recuperando coerenza”

Ampugnano è certamente l’ennesima sfida persa. In questa fase dobbiamo recuperare la coerenza e  ricominciare a discutere seriamente dei problemi di questo territorio. Ampugnano è tra questi”.

Così Confcommercio Siena interviene sul tema dopo che l’Assemblea della società ha deciso la messa in liquidità.

“Oggi serve determinazione e velocità per affrontare i problemi con la consapevolezza che nessuno può più permettersi di sprecare le poche risorse disponibili rimaste”.

“Ed è quanto meno curioso – fa notare l’associazione - che solo all’indomani dell’Assemblea che ha sancito la messa in liquidazione la società si levino voci indignate per tale scelta. Sull’Aeroporto di Ampugnano si è detto e scritto molto: il tempo per esprimere certe posizioni c’era stato ampliamente anche prima”.

“Con l’uscita di scena di Galaxi e con l’impossibilità di dar vita ad una nuova gara per individuare un altro partner tecnico, come poteva qualcuno pensare che la società potesse continuare a vivere?  - dice Confcommercio Siena - Sorprendono pertanto certe prese di posizione che esprimono sconcerto per la messa in liquidazione. Il Sindaco Masi dice che la partecipazione del Comune di Sovicille non permette di fare chissà quali interventi. Viene da chiedersi, però: se il Sindaco rappresentasse il 45% del capitale, e non lo zero virgola, avrebbe scientemente optato per la prosecuzione dell’attività anche in queste condizioni? Avrebbe messo i milioni necessari a garantire il funzionamento della struttura, compreso l’investimento per la messa a norma della pista? Ed il responsabile economico del PD, a quali interventi regionali si riferisce? Alle poche decine di migliaia di euro che Enrico Rossi avrebbe per ora solo promesso? E la volontà politica della Regione rispetto ad Ampugnano come si manifesta, visto che non c’è stato un atto ufficiale dal quale trasparisce una reale volontà di sostenere la struttura aereoportuale nel quadro del Piano Regionale degli Aeroporti?”

“Confcommercio invece si è sempre detta favorevole ad una struttura aereoportuale adeguata alle esigenze del territorio e che fosse capace di abbattere (sia pure parzialmente) il deficit infrastrutturale che affligge la nostra provincia. Come noi, altre Associazioni di categoria hanno in questi anni mantenuto sull’argomento una posizione coerente rispetto all’utilità dell’aeroporto”.

 “Ad oggi abbiamo il piano industriale che è ben fatto ed indica una possibile strategia di mantenimento della struttura, con la previsione di raggiungere un deficit “sostenibile” di 600/700.000 €. annui entro 5 o 6 anni – dice Confcommercio - Purtroppo, e non certo per colpa di chi ha redatto il piano - che, lo ribadiamo, ha lavorato bene e con serietà e competenza - questo è arrivato fuori tempo massimo e comunque condizionato da una serie di “se”: se la Regione assume determinate decisioni; se Ampugnano diventa l’Aeroporto di riferimento dell’aviazione generale (gli aerei privati, per intendersi); se la società ha le risorse per arrivare ad una perdita sostenibile, ecc. ecc..”

“Se il piano industriale fosse stato presentato un anno e mezzo fa la situazione sarebbe diversa – afferma Confcommercio - Comunque, ora, anziché stare a recriminare su una sorte annunciata da mesi, e rinviata fino all’ultimo momento possibile, dobbiamo guardare oltre sapendo che nessuno può permettersi di dire tutto e l’esatto contrario se non vuole essere smentito da ciò che ha detto e scritto in altri momenti”.

“Che l’aeroporto, dopo le vicende Galaxi, infatti stesse agonizzando è cosa risaputa, basta ripercorrere la stampa locale per capire, nell’ultimo anno e mezzo, chi ha preso posizione e chi invece ha preferito il silenzio”.

“L’inerzia che c’è stata dal marzo 2011 in poi ha prodotto il definitivo crollo della tenuta economica della società, che ha accumulato deficit tali da assorbire quasi completamente le risorse a disposizione”.

“Oggi dobbiamo recuperare la coerenza, cosa indispensabile per ricominciare a discutere seriamente dei problemi di questo territorio. Non è più tempo per i discorsi o per la retorica fine a se stessa”.