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Saldi invernali: da sabato 5 gennaio a martedì 5 marzo

Data: 04/01/2013
| Italia
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Saldi: sei italiani su dieci "pronti" all'appuntamento Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio ogni famiglia spenderà 359 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 5,6 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore.

Sei italiani su dieci non mancheranno l’appuntamento con i saldi invernali (-8% rispetto allo scorso anno); in diminuzione le principali tipologie di acquisti (calzature, accessori, biancheria intima e per la casa, pelletteria, etc.); dovrebbero reggere i capi di abbigliamento; il 68,7% dei consumatori spenderà meno di 200 euro e il 96,9% delle imprese applicherà uno sconto medio sui prodotti venduti a saldo fino al 50%; il 37,2% dei consumatori acquisterà in punti vendita non frequentati abitualmente; un consumatore su due attende i saldi per acquistare un articolo al quale stava pensando da tempo e sono in prevalenza donne, persone di età compresa tra i 18 ed i 54 anni, giovani e giovanissimi, residenti nelle grandi aree metropolitane e nel Mezzogiorno; un consumatore su cinque acquisterà in saldo solo prodotti di marca; invariate la fiducia dei consumatori per i prodotti venduti a saldo (è buona la qualità per l’89,2% e la varietà per il 74,8%) e la maggiore attenzione alla qualità rispetto al prezzo (per il 73,5%); diminuisce l’aspettativa delle imprese sul contributo dei saldi per la crescita della clientela (per il 60,2% dei commercianti il negozio sarà visitato da nuovi clienti contro il 62,9% dell’anno precedente); il 68,8% dei consumatori e il 57% dei commercianti è favorevole alla liberalizzazione delle vendite promozionali. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dall’indagine sui saldi invernali 2013 realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research.

Poche, piccole e semplici regole che vanno rispettate nello svolgimento dei saldi, basate sulle normative vigenti e sul corretto rapporto fra negoziante e cliente.

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo l’acquisto è lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter c. c.). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione e, nel caso sia impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il cliente deve però denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla scoperta del difetto.

Prova dei capi:non c'è obbligo; è rimesso alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.

Prodotti in vendita: i capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo; tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi non della stagione in corso.

Indicazione del prezzo; obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Info:  Elena Lapadula 0577 248811    elapadula@confcommercio.siena.it