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Italia, Siena: navi alla deriva

Data: 16/04/2013
| Siena
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Editoriale del Direttore Daniele Pracchia In questi giorni si assiste ad una sinistra assonanza tra le vicende che coinvolgono la crisi politica nazionale e quella che affligge il comune di Siena.

In questi giorni si assiste ad una sinistra assonanza tra le vicende che coinvolgono la crisi politica nazionale e quella che affligge il comune di Siena.

A Roma, grazie ad un responso elettorale che ha “regalato” 3 forze politiche quasi equivalenti come rappresentanza, non si trova il bandolo della matassa per dare al Paese uno straccio di Governo capace di prendere quei pochi provvedimenti necessari per andare poi nuovamente a votare con regole capaci di assicurare un Parlamento stabile ed una governabilità adeguata al rango dell’Italia e capace di affrontare seriamente i molti nodi che da alcuni decenni sono oggetto di grandi discussioni ma di pochissimi interventi seri e incisivi. Nel Paese invece c’è uno stallo che sta aggravando la crisi, sta alimentando la disoccupazione, non risolve uno solo dei mille problemi che ci stanno consumando. Dopo aver atteso per mesi le elezioni nella speranza che si avesse un cambio di passo della politica, ci troviamo di fronte ad una situazione, se possibile, peggiore di quella che ha portato la disgraziata stagione del Governo dei Professori.

A Siena la situazione non è poi molto diversa. In una città che ancora è scossa dal terremoto Monte e dalle sua anche tragiche conseguenze, la situazione politica è quanto mai confusa. Ancora non è dato sapere chi sarà il candidato sindaco del maggior partito cittadino, nel mentre qua mentano le candidature da parte dei partiti minori, il principale candidato alternativo è espressione di un raggruppamento dove convivono pezzi di Pdl, frammenti Pd e sostenitori del Prof. Monti, con gli ultimi due pronti (si dice) a rientrare nella pancia del Partitone se si trova un candidato di comune ed unanime gradimento. Anche a Siena poi non manca la variabile del Movimento 5 stelle che può ancora catalizzare una fetta consistente di scontenti.

Nel frattempo, con questo quadro non esaltante, rimbalzano dal Comune notizie sul disastroso stato dei conti dell’ente; le voci che la stampa cittadina  trasforma poi in  notizie variano dal dissesto con conseguente prolungamento della gestione commissariale all’annuncio di deficit multimilionari.

Una persona normale, il famoso “uomo della strada”, si aspetterebbe di sentire parlare di programmi per evitare il disastro della città, di azioni da intraprendere per uscire dal tunnel maledetto, di idee che rilancino l’immagine della città dopo mesi di massacro mediatico, della necessità di far tornare onestà. Buon senso e attenzione al bene comune quali valori centrali nella gestione della cosa pubblica. L’uomo della strada può continuare a illudersi, la politica non pare disposta a quel suo bagno di umiltà che la renderebbe meno invisa e più accettabile ai comuni cittadini esausti per l’aumento delle tasse e per l’erosione dei redditi. E quello che è più triste è che sulla scena si esibisce sempre la stessa compagnia di un anno fa. Di 5 anni fa, di 10 anni fa; non basta l’uscita di scena di qualche attore per far credere che la compagnia è cambiata.

L’Italia e Siena, due navi alla deriva nel mare tempestoso della crisi; e le secche sono sempre più vicine ...