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Attestato Prestazione Energetica (APE) obbligatorio per vendere e affittare gli immobili

Data: 29/08/2013
| Italia
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Non più ACE (Attestato di Certificazione Energetica) per gli edifici di nuova costruzione, quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, in caso di vendita o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, sarà necessario produrre l'APE ovvero l'Attestato di Prestazione Energetica.

   Il decreto n.63 del giugno 2013 è diventato legge (n. 90 3 agosto 2013) e quindi tutti gli edifici e le unità immobiliari dovranno da ora in poi essere dotati dell’Attestato di Prestazione Energetica, un documento da allegare anche per le compravendite e gli affitti.

Al testo del decreto sono state apportate numerose modifiche; quelle più significative che riguardano le agenzie immobiliari sono le seguenti:

* all’art. 6 è stato inserito il comma 3 bis che recita: ”l’attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di  immobili a titolo gratuito o a nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti”; è da sottolineare che la nullità del contratto comporterebbe anche il fatto che nessuna provvigione sarebbe dovuta per la conclusione dello stesso.

* l’art.6 comma 8 è stato così modificato: nel caso di offerta di vendita o di locazione, i corrispondenti annunci tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali riportano gli indici di prestazione energetica dell’involucro e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente”; ne consegue che è confermato l’obbligo per gli annunci di vendita e locazione. 

* nulla è stato modificato per quanto riguarda le sanzioni previste dall’art. 12 comma 10 che prevede: in caso di violazione dell’obbligo di riportare i parametri energetici nell’annuncio di offerta di vendita o locazione, come previsto dall’art, 6 comma 8, il responsabile dell’annuncio è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3.000 euro”;

* è stato inserito l’art. 13 bis che fa salve le norme emanate dalle Regioni e dalle Province autonome che già abbiano provveduto al recepimento della normativa europea 2010/31/UE, nel rispetto della stessa.