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Un altro colpo durissimo per la città. Tutti devono dire no all’aumento dell’Iva, istituzioni in prima fila

Data: 03/10/2013
| Siena
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“Un evento sciagurato che insieme alla dimensione della crisi, alle presenze turistiche non brillanti, alle incertezze che nascono dalle difficoltà del comune capoluogo, alle incognite della situazione politica, mina gravemente il sistema economico locale. Con conseguenze fortemente negative. Siamo amareggiati, indignati, determinati a dire no a questo aumento. E’ una battaglia che tutta la comunità senese deve fare propria, ora davvero”.

“Un evento sciagurato che insieme alla dimensione della crisi, alle presenze turistiche non brillanti, alle incertezze che nascono dalle difficoltà del comune capoluogo, alle incognite della situazione politica, mina gravemente il sistema economico locale. Con conseguenze fortemente negative sull’economia della città, del territorio. Siamo amareggiati, indignati, determinati a dire no a questo aumento. E’ una battaglia che tutta la comunità senese deve fare propria, ora davvero”.

Così Confcommercio Siena commenta l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, in atto dal 1° ottobre, in conseguenza alla crisi di governo.

“In Italia – dice l’associazione - l'area del disagio occupazionale riguarda ormai 9 milioni di persone, i consumi sono tornati ai livelli del 2000 e gli investimenti pubblici a quelli del 2003. Solo nel primo trimestre di quest'anno hanno chiuso i battenti più di 40mila imprese. La disoccupazione giovanile supera il 40%. Siena e il suo territorio non sono più da tempo un’isola indenne dalla gravità della crisi, tutt’altro. L’impatto dell’aumento sarà su tutto. Ci sarà un effetto inflativo che deriverà dall’aumento dell’Iva su benzina ed energia, con una sorta di inflazione indotta che farà aumentare l’attuale indice ora all’1,2% a circa l’1,65%. Su chi si abbatterà? Sulle fasce più deboli, chiaramente, e sulla domanda interna, che diminuirà ancora. Con conseguenze ulteriori sui bilanci delle imprese a la tenuta dell’occupazione”.

“Ma cosa mai deve ancora accadere – si domanda l’associazione - perché ci si renda conto che sono urgentissime le scelte per rimettere in moto l’economia di questo paese, sostenendo i consumi e la domanda interna? Come si potrà garantire tenuta sociale? Quanto dovremo aspettare per veder ad esempio rifinanziata la cassa integrazione in deroga?”

“A livello locale dobbiamo condurre questa battaglia, con le istituzioni in prima fila – fa notare Confcommercio - Nel mese di giugno avevamo già lanciato questo appello. La mancanza delle istituzioni oggi sarebbe letto come un segnale di debolezza ulteriore. I bilanci pubblici risentiranno dell’aumento dell’Iva, visto che per gli enti, come si sa, l’Iva è un costo. Le istituzioni dunque dovranno quantificare, nei loro bilanci, gli effetti di questa decisione sciagurata. Quanto peserà per esempio sulle casse del Comune l’aumento di un punto di Iva? Come si modificheranno le proiezioni sul bilancio? Su quali voci di spesa si dovrà incidere? Questo è fondamentale saperlo per non avere spiacevolissime sorprese quando discuteremo sull’imposizione fiscale locale”.

“Noi lo abbiamo detto fino dall’inizio dell’anno: l’aumento dell’Iva è una tegola che cade sul potere di acquisto delle famiglie. E l’economia senese in questa congiuntura ne risentirà gravemente – osserva Confcommercio - Per rimettere in moto l’economia devono essere sostenuti i consumi interni. Invece è accaduto tutto il contrario. Ed è vergognoso il modo con cui ci siamo arrivati. Con lo spettacolo non certo gradevole di voci politiche fino a ieri alleate e oggi concordi solo nello scaricarsi le responsabilità. Non ce lo possiamo più permettere”.